lunedì 18 maggio 2009

PERCHE' I SALARI ITALIANI SONO PIU' BASSI

L’Ocse ci ricorda che i salari italiani sono gravati da un forte prelievo fiscale, che li porta a 15.800 euro netti all’anno. Più bassi di quelli percepiti in Spagna e circa il 17% in meno, rispetto alla media dei paesi industrializzati. Due considerazioni da fare.

La prima. I dati presi in esame sono, per loro natura, una media; per di più sono riferiti ai salari percepiti nel 2008. La coincidenza temporale non è secondaria. Il 2008 è stato l’anno sul quale si è scaricata per intero la contro-riforma fiscale voluta da Prodi, che ha eliminato in un colpo solo i due moduli di riforma tributaria, introdotti dal precedente governo Berlusconi; e che avevano ridotto il prelievo fiscale per una decina di miliardi di euro. Nel 2008, proprio per la cancellazione di quella riforma, la pressione fiscale è arrivata alla cifra record del 43,7%: lo stesso livello toccato negli anni dell’Eurotassa. Tant’è poi che, quell’anno, proprio per l’esorbitante peso fiscale, nel Bilancio pubblico sono “spuntati” i vari “tesoretti”, utilizzati dal centrosinistra dell’epoca per alimentare spese. Il dato dell’Ocse, quindi, fotografa una situazione falsata dal peso esorbitante del fisco, fatto crescere quell’anno dal governo in carica.

La seconda. Come giustamente ricorda il ministro Sacconi, se l’Ocse individua nei nostri salari elementi di debolezza è anche perchè in Italia resiste un sistema di contrattazione collettiva centralizzata; che punta ad appiattire i salari ed a non valorizzare elementi come la produttività. Vale la pena di ricordare che questo sistema di contrattazione è quello imposto dal sindacato “fordista”, ormai anacronistico nelle fabbriche. E se qualcosa si sta muovendo, per esempio con la modifica del sistema contrattuale, è solo grazie all’iniziativa di questo governo, condivisa da tutti i rappresentanti dei lavoratori, ad eccezione della Cgil.

Ne consegue che se i salari italiani sono bassi è perché la spinta conservatrice del sindacato ha finora impedito un’evoluzione del sistema contrattuale, legando una parte del salario alla produttività. Non è un caso, pertanto, che Paesi dove queste riforme già trovano spazio da tempo nel sistema della contrattazione registrano salari netti più alti di quelli italiani. Uno su tutti, la Spagna. Proprio perché l’impoverimento delle famiglie italiane è stato innescato dal governo Prodi, con una politica fiscale opprimente, Dario Franceschini farebbe meglio a tacere quando lamenta la mancanza di interventi da parte del governo in carica. E con lui i ministri che di quel governo facevano parte: da Bersani a Cesare Damiano.

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