CRONACA NAZIONALE

giovedì 13 agosto 2009

PICCOLO CONCORSO ESTIVO

Lettera aperta di un noto politico al magistrato che cura una indagine che lo coinvolgerebbe.
«L’amore per la verità non mi consente più di tacere. Ho l’impressione di assistere ad un paradossale capovolgimento logico per il quale i briganti prendono il posto dei galantuomini e viceversa» (…)
«Io ho la buona e piena coscienza non solo di non aver mai commesso alcun illecito nella mia vita, ma viceversa di aver dedicato tutte le mie energie a battaglie di giustizia e legalità. (…) «Stupefacente notare che “L’Espresso” pubblica un articolo fotocopia del rotocalco rivale. Sarebbe carino indagare sul calco diffamatorio che origina questa singolare sintonia di scrittura. In effetti mi considero un puro: e non rinuncio ad aver fiducia nel genere umano e a credere che la giustizia debba alla fine trionfare» (…)
«In questi anni di governo, ogni volta che ne ho ravvisato la necessità, ho adottato provvedimenti tanto tempestivi quanto drastici a tutela delle istituzioni: sono fatti noti, che fanno la differenza tra il presente e il passato. Ma la sua indagine, dott. (nome del magistrato), sta diventando, suo malgrado, lo strumento di una campagna politica e mediatica che mira a colpire la mia persona, pur non essendo io accusato di nulla.
Per antico rispetto verso la magistratura e verso di lei ho evitato, in queste settimane di reagire alla girandola di anomalie con le quali si coltiva un’inchiesta la cui efficacia si può misurare esclusivamente sui Tg.
La prima anomalia è che lei non abbia sentito il dovere di astenersi, per la ovvia e nota considerazione che la sua rete di amici e parenti le impedisce di svolgere con obiettività questa specifica inchiesta.
La seconda anomalia riguarda l’aver trattenuto sotto la competenza della Procura Antimafia una mole di carte che hanno attinenza con eventuali profili di illiceità nella Pubblica Amministrazione. La terza riguarda l’acquisizione di atti che costituiscono il processo di gestazione di alcune leggi, come se le leggi fossero sindacabili dall’autorità inquirente.
La quarta riguarda la incredibile e permanente spettacolarizzazione dell’inchiesta: che si svolge, in ogni suo momento, a microfoni aperti e sotto i riflettori. Così per la mia convocazione in Procura. Così per l’inaudita acquisizione dei bilanci di alcuni partiti e addirittura di alcune liste elettorali» (…)
«Il polverone si è mangiato i fatti: quelli circostanziati legati al cosiddetto sistema “Tarantini”: e nella festosa scena abitata da questo imprenditore io, a differenza persino di alcuni magistrati, non ho mai messo piede. Lei è così presa dalla sua inchiesta che forse non si è accorta di come essa clamorosamente precipita fuori dal recinto della giurisdizione: sono diventato io, la mia immagine, la mia storia, la posta in gioco di questa ignobile partita. Non dico altro. Il dolore lo può intuire. Qualcuno sta costruendo scientificamente la mia morte. Per me che amo disperatamente la vita è difficile non reagire. Le chiedo solo di riflettere su queste scarne parole».

PROVATE AD INDOVINARE CHI E' IL POLITICO IN OGGETTO.
UNICO INDIZIO: NON E' BERLUSCONI !

Soluzione: ALODNEV IKIN (leggere a rovescio)

giovedì 16 luglio 2009

BONUS GAS

Dopo il bonus elettrico arriva il bonus gas, a sostegno dei consumatori più bisognosi.
La nuova misura sociale, introdotta dal ministero dello Sviluppo economico e definita nelle modalità applicative dall’Autorità per l’energia, permetterà alle famiglie con bassi redditi di ottenere una riduzione delle bollette del gas del 15 per cento circa (al netto da imposte): da un minimo di 25 euro, per bassi consumi, a un massimo di 160 per le famiglie fino a quattro componenti; per le famiglie numerose di oltre quattro componenti, il bonus potrà andare da un minimo di 40 euro fino a un massimo di 230 (il bonus elettrico varato a febbraio è compreso tra i 60 ed i 150 euro annui).
Grazie alla collaborazione dell’Anci e dei suoi Comuni, il bonus gas potrà essere richiesto presentando la domanda al proprio Comune di residenza, dal prossimo novembre.
Per le domande presentate entro il 30 aprile 2010, il bonus ha valore retroattivo al primo gennaio 2009; per i beneficiari, il bonus compenserà la spesa anche per il riscaldamento di buona parte dell’inverno passato, oltre che di quelli futuri.
Da http://www.forzaitalia.it/

lunedì 18 maggio 2009

PERCHE' I SALARI ITALIANI SONO PIU' BASSI

L’Ocse ci ricorda che i salari italiani sono gravati da un forte prelievo fiscale, che li porta a 15.800 euro netti all’anno. Più bassi di quelli percepiti in Spagna e circa il 17% in meno, rispetto alla media dei paesi industrializzati. Due considerazioni da fare.

La prima. I dati presi in esame sono, per loro natura, una media; per di più sono riferiti ai salari percepiti nel 2008. La coincidenza temporale non è secondaria. Il 2008 è stato l’anno sul quale si è scaricata per intero la contro-riforma fiscale voluta da Prodi, che ha eliminato in un colpo solo i due moduli di riforma tributaria, introdotti dal precedente governo Berlusconi; e che avevano ridotto il prelievo fiscale per una decina di miliardi di euro. Nel 2008, proprio per la cancellazione di quella riforma, la pressione fiscale è arrivata alla cifra record del 43,7%: lo stesso livello toccato negli anni dell’Eurotassa. Tant’è poi che, quell’anno, proprio per l’esorbitante peso fiscale, nel Bilancio pubblico sono “spuntati” i vari “tesoretti”, utilizzati dal centrosinistra dell’epoca per alimentare spese. Il dato dell’Ocse, quindi, fotografa una situazione falsata dal peso esorbitante del fisco, fatto crescere quell’anno dal governo in carica.

La seconda. Come giustamente ricorda il ministro Sacconi, se l’Ocse individua nei nostri salari elementi di debolezza è anche perchè in Italia resiste un sistema di contrattazione collettiva centralizzata; che punta ad appiattire i salari ed a non valorizzare elementi come la produttività. Vale la pena di ricordare che questo sistema di contrattazione è quello imposto dal sindacato “fordista”, ormai anacronistico nelle fabbriche. E se qualcosa si sta muovendo, per esempio con la modifica del sistema contrattuale, è solo grazie all’iniziativa di questo governo, condivisa da tutti i rappresentanti dei lavoratori, ad eccezione della Cgil.

Ne consegue che se i salari italiani sono bassi è perché la spinta conservatrice del sindacato ha finora impedito un’evoluzione del sistema contrattuale, legando una parte del salario alla produttività. Non è un caso, pertanto, che Paesi dove queste riforme già trovano spazio da tempo nel sistema della contrattazione registrano salari netti più alti di quelli italiani. Uno su tutti, la Spagna. Proprio perché l’impoverimento delle famiglie italiane è stato innescato dal governo Prodi, con una politica fiscale opprimente, Dario Franceschini farebbe meglio a tacere quando lamenta la mancanza di interventi da parte del governo in carica. E con lui i ministri che di quel governo facevano parte: da Bersani a Cesare Damiano.

venerdì 8 maggio 2009

GIANNI BAGET BOZZO CI HA LASCIATO.

La scomparsa di Gianni Baget Bozzo lascia un vuoto nel panorama politico culturale del Paese. L'opinione è pressoché unanime. "È morto il nostro amatissimo don Gianni - dichiara commosso, in una nota, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi -. L’amico, di grande tempra intellettuale e spirituale, che ha accompagnato, fin dai primi passi, la nostra avventura di popolo". "L’incontro con Forza Italia - afferma Berlusconi - ha segnato ed attraversato gli ultimi, luminosi e fecondi vent’anni di vita di questo grande sacerdote, intellettuale e testimone del ’900 e della realtà contemporanea. Con la pietas del cristiano di fronte alle tragedie della storia. Pochi ricordano le sue avventure spirituali, le associazioni di fedeli che aveva guidato con rara sensibilità: don Gianni - prosegue il premier - era un mistico che portava il peso della sua grandezza in un periodo storico spesso dominato dalla mediocrità. Ma Gianni, il nostro Gianni, non era amaro con il mondo, che amava. Egli sperava contro ogni speranza".
Foto e testo da www.ilgiornale.it 08/05/09

giovedì 7 maggio 2009

I BARCONI RIPORTATI A TRIPOLI

La guardia costiera riporta a Tripoli i barconi carichi di immigrati salvati ieri nel mare di Sicilia. E il ministro Maroni esulta: "E' una svolta storica". Sono entrate poco dopo le 9 nel porto di Tripoli le tre motovedette italiane, due della guardia costiera e una della guardia di finanza, con i 227 migranti, tra cui 40 donne, soccorsi ieri su tre barconi nel canale di Sicilia. L’autorizzazione è giunta in nottata, dopo una trattativa tra le autorità italiane e quelle libiche sul rimpatrio immediato degli extracomunitari.
Maroni esulta "Quello che sta succedendo in queste ore, con la Libia che ha accettato di prendersi carico degli immigrati presenti su tre barconi che erano stati avvistati ieri a largo di Lampedusa può rappresentare una svolta nel contrasto all’immigrazione clandestina". Esulta il ministro dell’Interno, Roberto Maroni. "In questi momenti - ha spiegato Maroni - le nostre motovedette stanno restituendo alla Libia migranti partiti da quelle coste. È un risultato storico a cui abbiamo lavorato per un anno e nei prossimi giorni partirà anche il pattugliamento congiunto tra Italia e Libia". Se l’operazione fatta oggi, aggiunge, "continuerà, il problema del contrasto tra Italia e Malta sull’accoglimento dei clandestini sarà risolto perché in qualunque acqua si trovino i barconi saranno rispediti in Libia da dove sono partiti".
Foto e testo da www.ilgiornale.it del 07/05/09

venerdì 3 aprile 2009

IL DITO E LA LUNA

“Quando il dito indica la luna, lo sciocco guarda il dito.”. Questo proverbio cinese è la sintesi migliore di quanto successo negli ultimi giorni.
Abbiamo vissuto due grandi eventi, dei quali Silvio Berlusconi è stato protagonista: il congresso fondativo del Popolo della Libertà e il G20 di Londra,
Il nostro congresso è stato un evento storico: la nascita ufficiale di un partito che sarà protagonista della vita italiana per i prossimi decenni, una semplificazione della vita politica gradita dagli elettori, come confermano tutti i sondaggi di questa settimana, che danno il nostro movimento in crescita di quasi due punti percentuali (oltre il 45%) e il presidente del consiglio al 66,4% del gradimento.
La riunione del G20 a Londra ha sancito l’accettazione della linea italiana sulla necessità di nuove regole per governare l’economia e la finanza globale e ha confermato che il G8 della Maddalena sarà il luogo in cui queste regole saranno approvate. Sarà un nuovo codice globale che riguarderà la finanza, l'economia e le istituzioni finanziarie mondiali e garantirà nuovi standard internazionali sulla trasparenza e integrità dei mercati, per evitare nuove crisi come questa che stiamo vivendo e tutelare le imprese e i risparmi delle famiglie.
Questi due eventi sono la luna. Invece il dito dei mass media non trova di meglio che inventarsi delle false “gaffes” del premier, nel tentativo costante di sminuire la sua immagine e l’importanza dei risultati raggiunti. Siamo alle solite. Tuttavia, come hanno dimostrato gli ultimi quindici anni, gli italiani non sono sciocchi e sanno distinguere molte bene tra il dito e la luna.

giovedì 2 aprile 2009

ABOLIAMO LE PROVINCE

Il ministro Maroni sta presentando il codice degli enti locali, un provvedimento in cui la parola riforma potrebbe essere sostituita con rivoluzione, perché per la prima volta si inizierà a pianificare un cambio dell’assetto dell’amministrazione pubblica che nessun governo sinora aveva azzardato.
È un processo d’inizio, perché la morte delle Province non sarà istantanea: all’interno del nuovo «codice» è contenuta un’«idea comune» di Maroni e Brunetta, come ha spiegato il ministro anti-sprechi. L’idea è che «non da questa volta ma dal prossimo ciclo, cioè tra quattro o cinque anni», alla scadenza della prossima tornata amministrativa, «le Province molto probabilmente non saranno più quelle che abbiamo conosciuto fino a oggi...». Saranno cioè degli «enti di secondo livello».
La Provincia non sparirà dal punto di vista formale, ma non avrà più un costo politico: «Rimarrà l’ente provincia ma non avrà più degli eletti», ha chiarito Brunetta: «I consiglieri provinciali e presidente non saranno altro che i sindaci dei comuni nella provincia». Il presidente sarà il sindaco del capoluogo di provincia, e il parlamentino sarà formata dagli altri primi cittadini del territorio. Si «elimineranno così un po’ di costi della politica - ha detto ancora il ministro nemico dei fannulloni - e quello che fa ora la provincia lo faranno i Comuni all'interno della provincia». Tra cittadino e Stato rimarranno quindi solo due livelli: «Regione e comune». Che possono bastare.
«Le province per essere abolite richiedono un cambio costituzionale - ha illustrato Brunetta - mentre questa formula di svuotarle di contenuto politico primario e di farle diventare sostanzialmente dei consorzi funzionali si può fare senza modificare la costituzione». «Un passo in avanti - lo definisce - per semplificare il sistema dei livelli di governo che ora è farraginoso». E lo stesso criterio si adotterà «per le comunità montane» che verranno «cancellate come enti autonomi».

PIANO CASA / PIANO FAMIGLIA

Via libera agli ampliamenti anche delle ville a schiera, stop ai lavori su edifici storici, condomini e capannoni. In circolo 60-70
miliardi.
Questo, più che un piano casa, è un piano famiglia per chi vorrà ampliare la propria abitazione e presto, sempre in collaborazione con le regioni, vi sarà la realizzazione di insediamenti urbanistici nuovi nei capoluoghi di provincia per chi ancora la casa non ce l’ha.
Fumata bianca sul piano casa. Governo e regioni hanno concordato l’approvazione di leggi regionali entro 90 giorni per consentire l’ampliamento del 20% della volumetria di edifici residenziali uni-bi familiari. Sarà anche possibile demolire e ricostruire ex novo, ampliando la volumetria del 35%. Non sarà possibile ampliare le abitazioni abusive e quelle di condomini e dei centri storici. Sarà possibile ampliare le villette a schiera con giardino.
Il governo confida nella rapida approvazione delle leggi regionali. Se ci saranno regioni inadempienti, il governo utilizzerà i propri poteri sostitutivi, anche emanando decreti legge.
Le novità non sono poche: l’ampliamento del 20 per cento della cubatura, per esempio, non potrà essere applicato a condomini, centri storici e abitazioni abusive, mentre sono comprese nel piano anche le villette a schiera considerate case monofamiliari.
Quindi c’è la possibilità dell’ampliamento se l’intervento non compromette l’estetica.
Il piano casa possa muoverà 60-70 miliardi di euro, pari a 4-5 punti di pil fermi nei conti correnti. Questa stima si basa sul fatto che i lavori di ampliamento verranno eseguiti dal 10% delle famiglie proprietarie di abitazioni uni-bi familiari. Le competenze delle regioni sono rispettate.
New Town. La strategia sull’edilizia del governo non dovrebbe fermarsi. Questo più che un piano casa, è un piano famiglia per chi vuole ampliare la propria abitazione. Presto sarà realizzato un piano casa importante, sempre in collaborazione con le Regioni, che riguarderà la realizzazione, nei capoluoghi di provincia, di insediamenti urbanistici nuovi per chi la casa ancora non ce l’ha. Realizzazioni di assoluta avanguardia urbanistica con tutti i servizi e poche auto.

giovedì 12 marzo 2009

FRANCESCHINI TAX: UN ELEMOSINA



La cifra demagogica della proposta di Dario Franceschini sull’una tantum per i “ricchi” non è tanto nell’aumento dell’aliquota Irpef per i redditi sopra i 120 mila euro. Quanto nell’obbiettivo finale: la redistribuzione di queste risorse.
Il leader del Pd dice: con questa una tantum è possibile raccogliere 500 milioni di euro, da redistribuire sulle fasce meno fortunate della popolazione. Nella sostanza i 176 mila contribuenti (lo 0,43% del totale) che dichiarano più di 120 mila euro dovrebbero pagare in media 2.831 euro all’anno in più all’anno.
Secondo Franceschini, la sovrimposta dovrebbe essere proporzionale. Quindi, è verosimile che il maggior onere dovrebbe oscillare dagli 800 euro (per chi supera di poco i 120 mila euro) ai 10 mila euro per i redditi più alti.
Franceschini, poi, forse non ricorda la struttura delle nostre aliquote fiscali. Quella più alta (43% per i redditi sopra i 75 mila euro) già comprende una componente sociale. L’aliquota vera e propria, infatti, è al 40%; l’altro 3% già rappresenta gettito destinato a finanziare iniziative sociali.
E qui arriva la quota di demagogia.
Gli italiani che dichiarano redditi pari od inferiori ai 6 mila euro all’anno (livello a cui si ha diritto alla social card) sono 9 milioni e 300 mila. Vale a dire, il 23,01 per cento. A costoro Franceschini vuole devolvere i 500 milioni prelevati con l’una tantum sui “ricchi”. Vale a dire che vuol far loro arrivare qualcosa come 53 euro all’anno: 4 euro e 40 centesimi al mese. Con ogni probabilità, potrà anche immaginare detrazioni fiscali per i nuclei familiari mono-reddito; ed integrazioni per i figli a carico. Ma la sostanza cambia poco.
La tanto criticata (a sinistra) social card viene “caricata” con 40 euro al mese, per un totale di 480 euro all’anno. Quasi dieci volte il beneficio dell’una tantum di Franceschini. Ancora una volta, quindi, la sinistra pur di strappare qualche titolo sui giornali, irride chi ha veramente bisogno. Come per la storia dell’assegno di disoccupazione. A conti fatti la tutela sociale garantita dalla proposta di Franceschini è nettamente più bassa del sostegno al reddito assicurato dalle misure messe in campo dal governo.
Dal sito www.forzaitalia.it

martedì 10 marzo 2009

BERLUSCONI COME ROOSEVELT !


Il Financial Times Deutschland (Ftd) dedica oggi un articolo in prima pagina, dal titolo ‘Franklin D. Berlusconi’, al piano sulla casa previsto dal governo per rilanciare l’edilizia.
“Il capo del governo viene considerato da coloro che lo appoggiano come un nuovo Franklin D. Roosevelt”, scrive il quotidiano del presidente del Consiglio, riferendosi all’ex presidente Usa, autore del programma di riforme socio-economiche del 1933-1937 conosciuto con il nome di New Deal. Grazie al New Deal, gli Stati Uniti riuscirono a superare la grande depressione dei primi anni Trenta e il quotidiano spiega il cosiddetto ’piano casa’, sottolineando che tra i progetti previsti dal governo c’è anche la costruzione del Ponte sullo Stretto.
“Come l’ex presidente americano, anche Berlusconi vuole che i cittadini possano mantenere il loro stile di vita durante la crisi”, osserva l’Ftd, aggiungendo che questo è anche l’obiettivo del ministro dell’economia Giulio Tremonti.
Ma c’è anche un altro punto in comune tra Berlusconi e Roosevelt: “Anche Roosevelt costruiva per il suo New Deal migliaia di ponti - conclude il giornale - Berlusconi si limita ad un ponte, che però sarà molto più lungo di tutti quelli che Roosevelt ha mai costruito”.

domenica 22 febbraio 2009

MORIRANNO DEMOCRISTIANI !


Benvenuto a Dario Franceschini.
Ci auguriamo che segua le orme del suo predecessore nel facilitare l'espanzione del centro destra.
Certo è che il suo esordio va in questa direzione:
"Berlusconi è un dittatore dei tempi moderni" ha affermato Franceschini nel suo discorso di insediamento.
Complimenti veramente.

mercoledì 18 febbraio 2009

CHI DI SPADA FERISCE .... DI SPADA PERISCE !




Dopo l'ennesima sconfitta elettorale, i suoi compagni di partito, avendone constatato l'encefalogramma ormai piatto, e convinti di avere alla testa del loro partito un corpo vivo ma morto, ossia privo di vita, hanno deciso di sopendergli L'ALIMENTAZIONE E L'IDRATAZIONE FORZATA.
Noi comunque lo ringraziamo per il notevole contributo da lui dato per la crescita del centro destra in Italia e ci auguriamo che possa finalmente trovare un posto di solo andata per l'Africa, magari con la nuova Alitalia (e se proprio volesse farci un ultimo regalo siamo disponibili a pagargli il biglietto anche per il suo degno compagno Di Pietro).
Immagine dal sito www.ilgiulivo.com

giovedì 12 febbraio 2009

AL PEGGIO NON C'E' LIMITE !!!



La manifestazione di oggi è l'ennesimo disperato tentativo di Veltroni di raccogliere intorno a sé un po' di gente.
Per fare questo ricorre alla archeologia della politica italiana.
Cercano di dipingere il Presidente Berlusconi come un golpista pronto ad assumere tutti i poteri in barba alla costituzione.
Fortunatamente più parlano male del nostro Presidente e più questi guadagna consensi nel paese.
Continuate, gente, continuate, che così facendo vi rivedremo a Palazzo Chigi il secolo prossimo.

domenica 14 dicembre 2008

IN PARTENZA ANCHE IL BONUS SOCIALE SULL'ELETTRICITA'

Diventano operative le modalità per usufruire del bonus sociale sull'elettricità, introdotto dal Governo e dal Ministero dello Sviluppo Economico, che permetterà, alle famiglie a basso reddito, di ottenere uno sconto del 20% sulla bolletta dell'energia elettrica.
I moduli per presentare la richiesta, sono presenti sul sito web dell'Autorità per l'energia, nella sezione documentazioni, al seguente link: http://www.sgate.anci.it/documentazione.html e dovranno essere consegnati presso il proprio Comune di residenza. Il sistema entrerà pienamente a regime dal gennaio 2009, ma il bonus può essere retroattivo anche per tutto il 2008. In tal caso, le richieste ai Comuni dovranno essere fatte entro il 31 marzo 2009.Il bonus, è cumulabile con gli altri interventi per le famiglie con disagio economico già previsti dal Governo.
Per informazioni più dettagliate vai sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico al seguente link.

venerdì 12 dicembre 2008

DECRETO GELMINI: TRANQUILLI, NON E' CAMBIATO NULLA !!!


Ti proponiamo l’articolo di Renato Farina pubblicato su Libero del 12 dicembre 2008
Potenza delle balle. Ora gira la notizia che la Gelmini è caduta, ha ceduto, è tornata indietro sul maestro unico. Non è così. Lo so che non ci credete, perché le televisioni vi hanno già intortati. Ma ho ragione io. Neanche se volesse potrebbe cambiare la pratica dell’insegnante delle elementari del tipo nuovo: c’è una legge pubblicata dalla Gazzetta Ufficiale, e la sua applicazione non è in potere del ministro e dei sindacati. Invece si dice: si cambia. Sarà facoltà delle famiglie scegliere se avere il maestro unico o il tempo pieno. Così è scolpito sulle agenzie. Giusto. Peccato che non ci sia alcuna novità. È sempre stato detto e arcidetto dalla Gelmini, ma nessuno le prestava fede. Berlusconi lo ha ripetuto e arciripetuto: invano. Il decreto n. 137, articolo 4, prevede il diritto per le famiglie di optare per l’orario di 40 ore, il famoso tempo pieno. Ovvio che se l’orario di un maestro è di 22 ore, uno solo per classe non basta. Uno dirà: e allora dove stava la riforma Gelmini? La novità educativa e il risparmio di denaro consiste nel fatto che non potranno più esserci tre maestri in classe contemporaneamente; ma ce ne sarà uno solo alla volta. In tal modo c’è il maestro dominante, il perno, e intorno a lui ruotano il maestro di inglese e un altro docente, in modo da arrivare al tempo pieno. Insomma, lo Stato pagherà 40 ore di lavoro la settimana per ogni classe e non 80 ore o più come finora è accaduto. Dunque bisognerebbe mettere la Gelmini in trono e scusarsi delle accuse ingiuste che hanno messo in confusione le famiglie, invece di denunciarne i ripensamenti.
Il rinvio
C’è un’altra notizia. Il rinvio della riforma delle superiori al 2010. Non è mica una ritirata. Calma ragazzi. Non c’è nessun sciogliete-le-righe. Non facciamo i disfattisti. Si è deciso di non giocare adesso la carta della riforma delle scuole superiori proprio perché il governo Berlusconi la vuole davvero. Prima si è anche chiesto il permesso alla Moratti, l’autrice, e lei che è una manager e persino una mamma ha detto: fate bene. Imporla subito per l’anno venturo sarebbe stato come buttarla via. Buttarla in pasto alle fiere della sinistra, che avrebbero avuto dalla loro parte le pie madri dei ragazzotti di 14 anni.
Il Cavaliere e la Gelmini per rinviarla al 2010 hanno ragionato sulla base della realtà e non della teoria. Le famiglie oggi hanno già l’ansia instillata da tivù e giornali a causa di una crisi economica che non si capisce bene da che parte ci prenderà per il collo, ma tutti giurano che ci strozzerà. Ci manca solo l’arrivo dell’Uragano Letizia (Moratti) perché le sinistre riescano a creare un clima di tregenda e di angoscia tra adolescenti, mamme e zie apprensive, papà che non sanno niente ma fanno finta d’incazzarsi con governo, professori sempre pronti a lamentarsi. Stavolta peraltro avrebbero avuto ragione tutti quanti a protestare.
Mi spiego.
La riforma prevede la riduzione (opportunissima) del numero degli istituti tecnici (oggi abbiamo 31 denominazioni circa, sono quasi numerosi come i tipi di formaggio), l’abrogazione delle magistrali, trasformate in licei di scienze umane, una scrematura dei molti tipi di licei fioriti in questi anni. Eliminazione di discipline. Orari nuovi. Più inglese. Latino qua e là. Cose per cui la Moratti merita baci. C’è un però. Non si fa in tempo a far le cose per bene, causa l’altolà imposto al tempo di Prodi. In questi ultimi mesi scuole e prof hanno già avviato e concluso i colloqui di orientamento con gli allievi, le scuole definito le loro offerte per l’anno prossimo, dato che le iscrizioni si chiudono assai presto. I ragazzi convinti a iscriversi ad un certo tipo di liceo, si sarebbero sentiti ancora una volta presi in giro dagli adulti, un buon alibi per non fidarsi della politica, del governo. Un pretesto per disobbedire.
Insomma: brava Gelmini. Ottima scelta. Non è un passo in dietro, ma una mossa che spiazza le sinistre già pronte a piantare un altro casino per sconquassare scuola e piazze. Il ministro e la commissione parlamentare (ci sono dentro pure io) ascolteranno i professori che sono impegnati da anni, potranno valutare quali esperimenti sono validi e quali da buttare via. È così che si lavora in politica dopo le ideologie sessantottine. Non applicando la carta alla vita, ma attingendo dall’esperienza. Questo è un governo rivoluzionario perché ha capito che i cambiamenti si fanno aggiustando le cose, rimettendo al centro il buon senso e la sana tradizione invece che proclamando i miracoli e i ribaltamenti in quattro e quattr’otto. Con il decreto Gelmini sulle scuole elementari, con intelligenza, con due o tre tocchi, il ministro dell’Istruzione ha fatto la più grande riforma con una paginetta semplicissima. Ripeto. Non più tre maestri in classe, ma uno solo, con l’apporto di altre ore di inglese e religione con altri maestri. Il voto in decimali, la condotta, la riduzione del costo dei libri, il grembiule per un ordine e un senso di appartenenza, l’educazione civica. Tempo pieno garantito. E si parte subito. Un passo, due passi: diceva Lenin che di rivoluzioni capiva…
Guai in vista
Intanto prepariamoci a un altro chiasso indiavolato. C’è in discussione il decreto sull’università della medesima Gelmini: è un rimedio necessario e urgente alla logica baronale vigente nei concorsi per professori ordinari e associati. Incrementa inoltre in modo sostanziale i fondi destinati al diritto allo studio. Ha dunque tutti i crismi per essere appoggiata anche dall’opposizione. Del resto le scelte della Gelmini, approdate al Senato, sono state condivise da autorevoli esponenti della sinistra, ad esempio dal democratico Nicola Rossi. Eppure pur di crearsi spazio di manovra in piazza la sinistra ha votato contro. Lo scopo evidente è quello di preparare manifestazioni studentesche e una protesta da cavalcare a prescindere da qualsiasi contenuto. Per la stessa ragione si sta opponendo alla Camera, in ogni commissione, con ogni pretesto e con argomentazioni estremistiche, così da screditare il governo e la maggioranza con uno spirito da falsari e versare benzina sui disagi degli studenti. Prepariamoci alla piazza incendiata in nome dell’università dei baroni. Non buttiamo la riforma Moratti in quel falò.

lunedì 8 dicembre 2008

LA SINISTRA E LE CLASSI DEBOLI

Dall’intervista del presidente Silvio Berlusconi al quotidiano "Il Messaggero" del 6 dicembre 2008
…………..
Lei batte molto sul tasto della ripresa dei consumi per fronteggiare la crisi. Quale impatto stima avrà la social-card, la carta d’acquisto per i più poveri? L’opposizione l’ha definita un’elemosina.
"Lo diceva all’inizio, ora ha smesso: la carta acquisti è stata accolta da un alto consenso e la sinistra si è resa conto di avere detto l’ennesima sciocchezza. Per i più poveri, con 40 euro si fa la spesa settimanale al supermercato o si pagano le bollette. Tutte realtà con cui questa sinistra, caviale e champagne, come la chiamano i francesi, ha perso da tempo il contatto".
Può partire dalla social-card la strategia per disegnare un nuovo welfare, meno assistenziale e più rivolto alla classi deboli?
"È proprio ciò che abbiamo fatto. Per la prima volta, il governo ha indicato dei parametri che individuano l’area della povertà e del disagio sociale, un’area che non ha mai avuto alcuna rappresentanza al tavolo delle parti sociali, un’area che non può certo protestare con lo sciopero. A quest’area il governo ha voluto offrire un sollievo economico. Il governo delle sinistre non aveva né concepito né fatto alcunché di simile".

domenica 30 novembre 2008

LA CARTA ACQUISTI

Che cos'è e a che cosa serve ?
Per i cittadini che ne fanno domanda e che hanno i requisiti di legge (Legge n. 133 del 2008) il nostro governo ha reso disponibile una Carta Acquisti utilizzabile per il sostegno della spesa alimentare e dell'onere per le bollette della luce e del gas.
La Carta Acquisti è completamente gratuita e funziona come una normale carta di pagamento elettronica, uguale a quelle che sono già in circolazione e ampiamente diffuse nel nostro Paese. Principale differenza è che con la Carta Acquisti le spese, invece che essere addebitate al titolare della Carta, sono addebitate e saldate direttamente dallo Stato.
La Carta Acquisti vale 40 euro al mese.
Per le domande presentate prima del 31 dicembre, la Carta sarà inizialmente caricata dal Ministero dell'Economia con 120 euro, relativi ai mesi di ottobre, novembre e dicembre 2008. Successivamente, nel corso del 2009, la Carta sarà caricata ogni due mesi con 80 euro (40 eurox2= 80 euro) sulla base degli stanziamenti via via disponibili.
La Carta potrà essere utilizzata per effettuare i propri acquisti in tutti i negozi alimentari abilitati al circuito Mastercard. Con la Carta si potranno anche avere sconti nei negozi convenzionati che sostengono il programma Carta Acquisti, si potrà accedere alla tariffa elettrica agevolata e si potranno ottenere altri benefici e agevolazioni che sono in corso di studio. La Carta Acquisti viene concessa agli anziani di età superiore o uguale ai 65 anni o ai bambini di età inferiore ai 3 anni (in questo caso il Titolare della Carta è il genitore) che siano in possesso di particolari requisiti.
Se si è interessato ad avere una Carta, ci si può recare alle Poste o all'INPS, dove si otterranno tutte le informazioni del caso. La Carta Acquisti potrà essere richiesta negli Uffici Postali dal prossimo dicembre presentando il modulo di richiesta con la relativa documentazione.

venerdì 28 novembre 2008

BONUS STRAORDINARIO PER LE FAMIGLIE A BASSO REDDITO, PENSIONATI E PERSONE NON AUTOSUFFICIENTI.

Varia da 200 a 1.000 euro e sarà destinato alle famiglie a basso reddito e lavoro dipendente, con reddito annuo di 22 mila euro o di 35 mila in caso di componenti portatori di handicap. Ne beneficeranno poco meno di 8 milioni di persone, per una spesa di 2,4 miliardi.
Verrà erogato a febbraio 2009 attraverso i sostituti d'imposta e gli enti pensionistici. Il termine per la presentazione della domanda di accesso al beneficio è stato fissato per il 31 gennaio prossimo
Il beneficio sarà di 200 euro per i soggetti unici componenti di un nucleo familiare (con reddito non superiore a 15 mila euro), di 300 euro se la famiglia è composta da due persone con un reddito di 17 mila euro l'anno; di 450 se la famiglia è di tre persone, sempre con un reddito di 17 mila euro all'anno.
Il bonus sarà di 500 euro per le famiglie di quattro componenti con un reddito di 20 mila euro, di 600 euro se i componenti la famiglia sono cinque, sempre con un reddito annuo di 20 mila euro. Avranno mille euro le famiglie di più di cinque componenti con un reddito di 22 mila euro. Se nella famiglia c'è un portatore di handicap il tetto di reddito sale a 35 mila euro. Esclusi dal beneficio i lavoratori autonomi, i titolari di partita Iva e chi ha redditi fondiari superiori a 2.500 euro.

domenica 23 novembre 2008

FINE DI UNA ILLUSIONE




Caro Walter io me ne vado......
Irene Tinagli, membro della direzione nazionale del Partiot Democratico si dimette dalla sua carica scrivendo questa lettera a Walter Veltroni e dando un giudizio severo e spietato sulla gestione del partito.

sabato 22 novembre 2008

SANDRO CURZI CI HA LASCIATO.

E' morto questa mattina a Roma, all'età di settantotto anni Sandro Curzi.
Di lui il Presidente del Senato Renato Schifani, alle cui parole ci associamo, ha detto: “Esempio per i giovani giornalisti, la storia personale di Sandro Curzi ha attraversato la seconda metà del novecento italiano con coerenza, passione politica e profondo attaccamento alla professione, lasciando ai colleghi più giovani un esempio di giornalismo moderno e coraggioso, il grande giornalista scomparso abbracciò la fede comunista in età giovanissima, non la abbandonò mai, riuscendo però a farlo senza dogmatismi o rigidità. Di lui -conclude Schifani- ricorderemo il senso dello humor e la straordinaria autoironia, che aveva fatto conoscere la sua simpatia anche al grande pubblico".

venerdì 21 novembre 2008

FI CONFLUISCE NEL PDL


Il consiglio nazionale di Forza Italia ha approvato per acclamazione la mozione letta dal coordinatore nazionale Denis Verdini che prevede la convergenza del partito nel Pdl. "Terremo il congresso nella metà di marzo del 2009", ha annunciato il coordinatore nazionale di Forza Italia, Denis Verdini, aprendo la sua relazione al consiglio nazionale di Forza Italia.
La platea del Consiglio nazionale di Forza Italia si rianima quando arriva il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. All’improvviso in sala parte la musica e sono le note di Meno male che Silvio c’è, la canzone dedicata al Cavaliere nell’ultima campagna elettorale. E quando il premier è salito sul palco in platea c’è stata una standing ovation: "Oggi con questo consiglio nazionale abbiamo fatto un passo avanti noi e i nostri elettori nella nostra grande avventura di libertà". Tra la commozione dei presenti, il presidente del Consiglio ha ricordato che "Forza Italia è stata, è e sarà ancora il vero baluardo della libertà in Italia". E' durato poco meno di un quarto d’ora l’intervento di Berlusconi al Consiglio. Dopo aver letto tutto il suo discorso della "discesa in campo" del '94 il Cavaliere ha sottolineato che "tutto quello che è scritto in questo testo vale ancora oggi". "Di quel testo va bene ogni parola - ha detto - non va cambiata una sola parola, un solo aggettivo. Possiamo dire che in questi 14 anni abbiamo dato qualcosa di positivo al nostro Paese".

giovedì 20 novembre 2008

GRANDE SUCCESSO DELLA POLITICA AGRICOLA ITALIANA A BRUXELLES

Gol di Zaia a Bruxelles. All'alba i ministri dell'Agricoltura dei 27 hanno raggiunto un accordo sulla riforma della politica agricola comunitaria, con una consistente apertura verso le richieste italiane.
Zaia soddisfatto "È una vittoria straordinaria, tutte le proposte italiane, tranne il tabacco, sono state accolte. L’apporto della Commissione europea, e in particolare della commissaria all’Agricoltura Mariann Fischer Boel, e del presidente del Consiglio Ue, il ministro francese Michel Barnier, è stato straordinario". Questa la prima reazione a caldo del ministro per le Politiche agricole e alimentari Luca Zaia, al termine della maratona ministeriale sulla revisione della Politica agricola comune (Pac). Consistenti passi avanti sono stati fatti nell’aumento delle quote latte riservate al nostro paese (la possibilità di aumentare di 600mila tonnellate (tra il 5 e il 6%) la sua quota a partire da aprile 2009.)

mercoledì 19 novembre 2008

IL DEPUTATO FANNULLONE.

La scoperta che Antonio Di Pietro e’ un deputato fannullone zittira’ tutti i moralisti del suo partito. Meno male che per ogni assenza del segretario dell’Idv a guadagnarci e’ sicuramente il Paese".
Lo ha affermato il senatore del Pdl Mario Ferrara, commentando i dati delle presenze in aula dei deputati, liberamente consultabili da ieri sul sito di Montecitorio.
"Le assenze del leader dell’Idv, evidentemente troppo impegnato a insultare quotidianamente il presidente del Consiglio, consentono infatti alle istituzioni di poter svolgere regolarmente il proprio lavoro, senza che il solito Pierino le inquini con i suoi interventi. Chissa’ se anche oggi interverra’ uno dei suoi accoliti, Franco Barbato, salito agli onori della cronaca per essersi scagliato contro le assenze alla Camera del ministro Brunetta e degli altri ministri deputati. La bonta’ dell’operato di Brunetta e’ dimostrata dal consenso che i suoi provvedimenti registrano nel Paese. Non sappiamo invece quali motivi istituzionali possano giustificare le assenze di Di Pietro. Se lo consentiranno i regolamenti parlamentari proporro’ che per ogni assenza Di Pietro riceva la diaria doppia, cosi’ da indurlo a ridurre ulteriormente le sue tristi e insultanti performance".

martedì 18 novembre 2008

IL GOVERNO AL LAVORO CON PROVVEDIMENTI DI STIMOLO ALL'ECONOMIA REALE

“In una fase tanto difficile per l’economia mondiale, e dopo la sciagurata eredità del Governo Prodi-Visco (tasse alte, spesa pubblica alta, crescita zero, e in un biennio - quello 2006/2008 - che era di espansione dell’economia mondiale), il Governo Berlusconi sta compiendo passi razionali e adeguati. Dapprima, con la finanziaria triennale, ha messo al sicuro i conti dello Stato. Ora, fatto questo, il Governo è al lavoro per un provvedimento di sostegno all’economia reale, cioè alle famiglie e alle imprese, dando seguito allo spirito dell’incontro di Washington, oltre che - naturalmente – alle esigenze specifiche della situazione italiana. In sostanza, si cerca di conciliare la necessità di tenere sotto controllo i conti pubblici, ma anche di dare respiro all’economia reale in un passaggio temporale delicatissimo. Avvilisce, in tutto questo periodo, la drammatica mancanza di proposte da parte del centrosinistra. Insultano il Governo, ma non propongono nulla. Peccato: un’altra occasione persa dal Pd.” Lo ha affermato Daniele Capezzone, il portavoce di Forza Italia/Pdl .

lunedì 17 novembre 2008

G8 DI GENOVA: LA SENTENZA SMENTISCE LA TESI DEL COMPLOTTO

Gasparri: "Sentenza ridimensiona violenta campagna contro forze ordine""Questa sentenza, come in passato quella sui fatti di Bolzaneto, conferma che le responsabilità penali sono individuali, non è stato ordito alcun complotto". Così il sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano, ha commentato la sentenza sui fatti del G8 di Genova. "Gli italiani - ha sottolineato Mantovano - hanno tutti gli elementi per continuare a nutrire piena fiducia nelle forze dell'ordine. La Polizia di Stato è sana e merita la gratitudine di tutti". Per il presidente del gruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, "preso atto che più della metà degli imputati è stata assolta", la sentenza "ridimensiona la violenta campagna contro le forze dell'ordine da taluni fatta finora". "Siamo lieti - ha aggiunto - per una decisione che conferma la trasparenza e la credibilità dei vertici della Polizia di Stato. Siamo confortati dal fatto che la giustizia abbia potuto procedere attraverso accertamenti che non hanno eluso nessun aspetto di quelle vicende. E ricordiamo, oggi come allora, che a Genova si vissero momenti drammatici a causa della violenza di piazza inaudita, la cui responsabilità ricade non solo sugli autori materiali delle incredibili devastazioni, ma anche sui promotori di quelle iniziative che fecero vivere all'Italia giornate inquietanti di terrore. Inutile alzare polveroni ha concluso Gasparri - si rispettino le sentenze e si prenda atto della credibilità di chi gestisce la sicurezza in Italia".

domenica 16 novembre 2008

SINISTRA INCONCLUDENTE !

"Siamo delusi da una sinistra che ha avuto responsabilità di governo e che oggi è diventata divisa e inconcludente, culturalmente ancora prigioniera del suo passato". Lo afferma il premier Silvio Berlusconi, intervenendo telefonicamente al convegno di Carlo Giovanardi in corso a Verona. "Questa sinistra - aggiunge - si è radicalizzata e si è arroccata in un' opposizione che danneggia l'Italia. E che fa dell'insulto la sua pratica quotidiana". Una sinistra aggiunge ancora il premier che 'continua a fare campagna elettorale, e che sembra voler continuare per i prossimi 4 anni e mezzo".

venerdì 14 novembre 2008

SONDAGGIO IPR-REPUBBLICA

Per Silvio Berlusconi fiducia senza precedenti
A dispetto di quanto racconta Veltroni, la fiducia degli italiani nei confronti di Silvio Berlusconi resta altissima. Lo rivela il sondaggio condotto da IPR Marketing per Repubblica.it, che sottolinea come gli italiani sostengono le scelte del nostro premier in tema di crisi dei mercati, rivolta dei piloti Alitalia, e recessione economica dell’eurozona.Silvio Berlusconi ha un indice di fiducia del 58 per cento, superiore di 5 punti a quello registrato l’8 maggio, subito dopo le elezioni. Il trend non ha precedenti e resta alto anche per quanto riguarda il governo, attestato al 50 per cento.