giovedì 12 marzo 2009

FRANCESCHINI TAX: UN ELEMOSINA



La cifra demagogica della proposta di Dario Franceschini sull’una tantum per i “ricchi” non è tanto nell’aumento dell’aliquota Irpef per i redditi sopra i 120 mila euro. Quanto nell’obbiettivo finale: la redistribuzione di queste risorse.
Il leader del Pd dice: con questa una tantum è possibile raccogliere 500 milioni di euro, da redistribuire sulle fasce meno fortunate della popolazione. Nella sostanza i 176 mila contribuenti (lo 0,43% del totale) che dichiarano più di 120 mila euro dovrebbero pagare in media 2.831 euro all’anno in più all’anno.
Secondo Franceschini, la sovrimposta dovrebbe essere proporzionale. Quindi, è verosimile che il maggior onere dovrebbe oscillare dagli 800 euro (per chi supera di poco i 120 mila euro) ai 10 mila euro per i redditi più alti.
Franceschini, poi, forse non ricorda la struttura delle nostre aliquote fiscali. Quella più alta (43% per i redditi sopra i 75 mila euro) già comprende una componente sociale. L’aliquota vera e propria, infatti, è al 40%; l’altro 3% già rappresenta gettito destinato a finanziare iniziative sociali.
E qui arriva la quota di demagogia.
Gli italiani che dichiarano redditi pari od inferiori ai 6 mila euro all’anno (livello a cui si ha diritto alla social card) sono 9 milioni e 300 mila. Vale a dire, il 23,01 per cento. A costoro Franceschini vuole devolvere i 500 milioni prelevati con l’una tantum sui “ricchi”. Vale a dire che vuol far loro arrivare qualcosa come 53 euro all’anno: 4 euro e 40 centesimi al mese. Con ogni probabilità, potrà anche immaginare detrazioni fiscali per i nuclei familiari mono-reddito; ed integrazioni per i figli a carico. Ma la sostanza cambia poco.
La tanto criticata (a sinistra) social card viene “caricata” con 40 euro al mese, per un totale di 480 euro all’anno. Quasi dieci volte il beneficio dell’una tantum di Franceschini. Ancora una volta, quindi, la sinistra pur di strappare qualche titolo sui giornali, irride chi ha veramente bisogno. Come per la storia dell’assegno di disoccupazione. A conti fatti la tutela sociale garantita dalla proposta di Franceschini è nettamente più bassa del sostegno al reddito assicurato dalle misure messe in campo dal governo.
Dal sito www.forzaitalia.it

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